Il professore che insegna la libertà attraverso la conoscenza
Non si combatte l'asimmetria informativa con i proclami. Si combatte formando le
persone. Il metodo educativo di Serafino Di Loreto, tra accademia, reti professionali e
divulgazione pubblica
C'è una frase che Serafino Di Loreto ripete con la costanza di chi ha trovato un principio vero:
«La vera disuguaglianza non è soltanto economica, ma informativa. Chi possiede le
informazioni possiede spesso anche il potere.»
Non è una citazione presa da un libro. È la sintesi operativa di una carriera costruita attorno all'idea che la conoscenza tecnica — quella che le banche, i contratti e gli uffici legali tengono deliberatamente oscura — possa e debba essere resa accessibile a chiunque.
Di Loreto porta in questo progetto una traiettoria accademica solida e plurale. Cultore della
materia di Diritto Commerciale all'Università di Economia e Commercio Milano Bicocca
(delibera del 27 febbraio 2013), professore a contratto di diritto bancario all'Università
Unicusano di Roma, docente di Fondamenti dei Mercati Finanziari e Bancari per la Facoltà
di Scienze della Comunicazione dell'Università Popolare degli Studi di Milano (delibera del
3 maggio 2013), e infine — nel gennaio 2014 — Professore Magnifico Prorettore Vicario di
quello stesso ateneo, con un seggio nel Senato Accademico. Collaborazioni con la Facoltà diGiurisprudenza di Trento e quella di Brescia completano un percorso didattico che attraversa l'Italia da nord a sud.
Ma la formazione, per Di Loreto, non si esaurisce nell'aula universitaria. Quando si trova
davanti al problema concreto di come costruire una rete professionale capace di tenere testa alle banche su tutto il territorio nazionale, la soluzione che trova è coerente con la sua visione:
non assumere collaboratori già formati — spesso inesistenti per una specializzazione così
tecnica — ma formarli lui stesso.
«Ho contattato diversi avvocati e — per fare rete — li ho convinti a
formarsi con un master universitario in diritto bancario per acquisire
la formazione necessaria a fare propria un'eccellenza competenziale in
questo campo.»
Il risultato è una rete di oltre 250 avvocati che condividono non solo un mandato
professionale, ma un metodo di analisi comune, un linguaggio tecnico uniforme e una
capacità operativa verificata. Non collaboratori generici che si affidano all'intuizione, ma
professionisti che sanno come aprire un contratto bancario, identificare le anomalie e
costruire una perizia che regga in tribunale.
Parallelamente, Di Loreto investe centinaia di migliaia di euro in corsi di informazione e
formazione aperti al pubblico: eventi in cui si spiega cos'è l'anatocismo, come funziona
l'usura bancaria, cosa prevede la legge sulla trasparenza finanziaria. Non sono operazioni di
marketing mascherate da cultura. Sono il presupposto affinché il servizio funzioni: un cliente
che non capisce il problema non sa nemmeno di averne bisogno.
La sua attività come formatore aziendale percorre un territorio altrettanto vasto. Nel corso
degli anni ha tenuto corsi su assertività e creatività nella gestione aziendale, sistemi per la
motivazione alla produzione, tecniche di comunicazione organizzativa, time management
secondo il metodo StructogramR (IABI), dialettica e retorica nel contesto giuridico. Corsi
tenuti in aziende di profilo nazionale, con un obiettivo che va oltre la trasmissione di tecniche:
costruire persone capaci di orientarsi in sistemi complessi senza perdere il senso critico.
«Insegnare, in fondo, significa costruire libertà. E la libertà più difficile
da conquistare è quella di capire davvero cosa ti sta succedendo.»
È questa coerenza tra visione e metodo — tra il principio che la conoscenza emancipa e la
pratica di trasmetterla sistematicamente — a distinguere il percorso di Di Loreto da quello di
molti suoi colleghi. Il risultato non è solo una carriera più ricca, ma un impatto misurabile:
le migliaia di persone che, dopo aver partecipato a uno dei suoi incontri pubblici o aver
consultato uno dei professionisti della sua rete, hanno capito per la prima volta cosa stava
succedendo ai propri soldi.
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