Il difensore invisibile
- 16 giu
- Tempo di lettura: 3 min
Come Serafino Di Loreto ha trasformato una tragedia personale nella battaglia
legale più grande d'Italia contro l'asimmetria bancaria
C'è un momento preciso in cui una vita cambia direzione. Per Serafino Di Loreto, avvocato e
già professore universitario, quel momento arriva quando si trova a sfogliare le carte di un
amico. Un imprenditore che si era tolto la vita perché strangolato dai debiti e dalla profonda
depressione conseguente allo stato di vergogna e inadeguatezza che tale condizione aveva
generato in lui. Tra quei fogli, Di Loreto trova qualcosa che nessuno gli aveva detto di cercare:
irregolarità sistematiche nei rapporti bancari, interessi applicati fuori da ogni limite di legge,
meccanismi che avevano contribuito a chiudere quella vita in una morsa senza uscita.
"Per la prima volta non ho avuto il coraggio di guardare dall'altra parte.
Sentii dentro di me qualcosa che mi spinse a dire: questa volta mi batto, non
mi volto. Vado in fondo e cerco giustizia."
È il 2010. L'Italia è nel pieno della crisi economica. Le aziende chiudono, i mutui strangolano
le famiglie, gli istituti di credito accumulano potere e opacità. Di Loreto, che ha già alle spalle
una solida carriera come professionista e una vocazione all'insegnamento che lo porta a
collaborare con le università di Trento, Brescia e Milano Bicocca, potrebbe continuare la sua
vita professionale ordinata. Invece sceglie una strada più difficile.
La domanda che si pone è concreta e senza retorica: come si combatte il potere di una lobby
bancaria dotata di avvocati, capitali e spesso coperture istituzionali? La risposta che trova è
quella che distingue un costruttore da un predicatore: si costruisce una rete. Contatta avvocati, li convince a formarsi con un master specialistico in diritto bancario, struttura software certificati per analizzare dall'interno i prodotti bancari — conti correnti, mutui, leasing — e crea un servizio di pre-analisi gratuita per chiunque voglia sapere se la propria banca ha applicato interessi illegali o altre forme vessatorie e/o predatorie.
Nascono così, attorno a questa intuizione, oltre 250 avvocati collaboratori su tutto il territorio
nazionale, 130 collaboratori amministrativi, 25 tra ingegneri contabili, commercialisti ed
esperti di finanza. Una struttura che Di Loreto descrive con un'immagine precisa: non
un'azienda di servizi legali, ma un circolo virtuoso tra competenza e accesso alla giustizia.
I numeri che emergono dall'attività sono impressionanti: secondo le stime della struttura,
oltre il 92% dei conti correnti analizzati presenta una qualche forma di irregolarità. Dal 2010,
sono stati assistiti oltre 200.000 italiani — imprenditori, famiglie, professionisti — che non
sapevano di essere vittime di pratiche scorrette. L'asimmetria informativa, cioè il divario di
conoscenza tra chi produce i contratti bancari e chi li firma, diventa il bersaglio di un progetto che vuole democratizzare la conoscenza finanziaria.
"L'usura bancaria e l'anatocismo praticato dalle banche in danno alle aziende
ed alle persone fisiche sono una devastazione che manda in frantumi famiglie
intere e porta anche al suicidio."
Quella frase non è retorica. Di Loreto cita dati ufficiali: tra il 2010 e il 2013, i suicidi collegati
a difficoltà bancarie e finanziarie furono 4.618. Numeri che, come lui stesso rileva, rimangono
invisibili al grande pubblico perché una circolare ministeriale ne scoraggiava la diffusione per
evitare fenomeni di emulazione.
È questa invisibilità che Di Loreto ha combattuto e combatte con il suo lavoro. Non da solo,
non con un megafono, ma con un metodo: rendere accessibile la conoscenza tecnica che
consente ai cittadini di sapere cosa è stato fatto ai loro conti. La pre-analisi gratuita è il punto di ingresso. La perizia certificata è lo strumento processuale. La rete di professionisti formati è la garanzia di qualità.
L'Avv. Prof. Serafino Di Loreto, iscritto all'Ordine degli Avvocati di Roma e riconosciuto come
avvocato europeo a Bruxelles, porta in questo progetto tutta la sua doppia vocazione: quella
del giurista che conosce le norme e quella del docente che sa come trasmetterle. Una
combinazione rara, che spiega perché il suo nome sia diventato, negli anni, un riferimento
riconoscibile nel panorama della tutela legale dei cittadini contro il sistema bancario.
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